sabato 23 febbraio 2013

Il questore in questura a quest'ora non c'è

L'ho anticipato ieri su FB (e non so dove sia finito! ndEm), ma è oggi  il vero giorno del conteggio:  d'altronde giusto, ché in uno Stato dove si subisce il peso dell'assenza di sondaggi nei giorni contigui alle elezioni, i consensi si misurano a spanne, a sensazione, a corpo. E non vado oltre nella critica all'approssimazione.
Giusto per capirci di quanto in Italia sia andati in là, 

riprendo da ilPost, una foto del giuramento di Barack Obama:
è una folla smisurata, e non sono più di 800mila persone. 
Che poi, a quanto sembra da quello che sto per scrivere, proprio di approssimazione forse non si tratta: non esiste un metodo assoluto per il conteggio dei partecipanti ad un evento pubblico, ma ci sono delle vie, più o meno scientifiche (ma comunque scientificamente fondate). È ovvio che la questione sia strettamente legata alla conclusione della campagna elettorale, ai comizi in piazza e in particolare ad uno, molto discusso, molto enfatizzato, molto gasato (per dirla in stile anni '90, senza aggiungere che erano gli anni in cui forse Grillo faceva quel che era giusto facesse. ndEm). La scatola (il blog) è quella pseudo-scientifica, scientificamente dandy o dandisticamente scientifica, quindi bando alle polemiche politiche e cominciamo.
Riprendendo un articolo scritto ieri su Liberation che ne parla in occasione delle numerose proteste francesi di questi giorni (la cosa è stata riportata anche da ilPost), proviamo a vedere. Il pezzo fa un excursus geografico tra Europa e Usa. Riporto, tradotto (mi auguro bene).

mercoledì 20 febbraio 2013

Fenilbutazone: perché la carne di cavallo può far male

La questione della carne di cavallo nei prodotti Findus in Irlanda e in altri prodotti, tipo i ravioli e tortelli Buitoni (di carne, di manzo) anche in Italia, ormai è nota.
C'è indubbiamente una frode, un problema etico morale, al limite, ma dietro c'è anche un possibile problema sanitario. 
La frode, ovvia, è legata alle disposizioni normative di alcuni stati, per esempio l'Italia, secondo cui contenuti sopra l'1% di un ingrediente, devono essere indicati in etichetta.
Dal punto di vista etico, il problema è riferibile al singolo individuo: nel senso che ci sono persone che non mangiano (per proprie ragioni) carne di cavallo, dunque facendo un feedback con il discorso legale, dovrebbero essere informate della presenza nel prodotto. 
Il problema principale, però, è quello sanitario. La carne di cavallo è assolutamente commestibile, e anzi particolarmente indicata per diete di soggetti particolarmente anemici, ma può presentare dei problemi. Il principale è la presenza di fenilbutazone.  
Il fenilbutazone è un anti-infiammatorio non steroideo, che viene utilizzato per le sue potenti capacità d'inibizione della capacità capillare, nella cura degli edemi infiammatori dei cavalli sportivi. L'uso è genericamente sconsigliato per i cavalli da allevamento alimentare, e in ogni caso la somministrazione dovrebbe essere sospesa 180 giorni prima della macellazione. 
La questione, gira intorno ad un "percorso", per così dire, che i cavalli compiono: infatti anche per gli esemplari utilizzati a fini sportivi, se non degni di particolare pregio, la dipartita da questa terra potrebbe essere affidata (almeno così sembrerebbe) alle sapienti mani del macellaio. Per i cavalli, il problema dell'eutanasia non è mai stato posto. Dunque, ci sono possibilità che animali trattati con farmaci (il fenilbutazone è uno dei principali) possano finire nelle nostre tavole. In Francia,  alcune carcasse provenienti dal Regno Unito sono state individuate e "saranno distrutte" come ha dichiarato il Ministro dell'Agricoltura Stephane Le Folle.

Le potenziali tossicità del fenilbutazone per la salute umana, sono comprovate, anche se "la carne di cavallo contenente del fenilbutazone rappresenta un rischio estremamente debole per la salute umana". Lo ha assicurato Sally Davis, portavoce del Ministero della Sanità britannico, aggiungendo che "ai livelli ai quali è stato trovato il fenilbutazone, una persona dovrebbe consumare da 500 a 600 hamburger al 100% di carne di cavallo al giorno per avvicinarsi alla dose quotidiana limite per l'uomo". 
I rischi riguardano gli effetti indesiderati generici del farmaco: anoressia, depressione, letargia, ulcerazioni e perfino una grave forma di anemia.

Link:



venerdì 15 febbraio 2013

Apophis non colpirà la Terra

La notizia di attualità, è il passaggio dell'Asteroid 2012 DA14 nelle prossime ore, a pochi migliaia di chilometri dalla Terra. I chilometri sono più o meno trentamila, che sembrerebbero tanti, ma invece sono la minor distanza registrata, per un passaggio di un corpo celeste nella nostra orbita. Dal punto di vista astronomico, la distanza è piccola tanto che è di molto inferiore a quella di qualsiasi altro satellite artificiale geostazionario lanciato nello spazio, in questi ultimi 50 anni. Per chi non lo sapesse, i satelliti geostazionari, sono quelli (semplificando) che girano insieme alla Terra, e sono quindi puntati sempre nello stesso punto.
Asteroid DA14 ha circa 45 metri di diametro, viaggia (al passaggio) a circa 28milla km/h rispetto alla Terra. Non sarà visibile, almeno non ad occhio nudo (alle 20:25 potrà essere vista con un semplici telescopio, in diverse aree d'Europa e dell'Asia, condizioni meteo permettendo), e non impatterà al suolo. Un eventuale botto, avrebbe prodotto un'esplosione di 2.5 megaton: praticamente pari a 156 bombe atomiche come quelle sganciate ad Hiroshima, con effetti devastanti, ma limitati arealmente. 
È stato scoperto quasi un anno fa da La Sagra Sky Survey, di Mallorca: era il 23 febbraio 2012. Attualmente è monitorato dalla NASA, che ha creato il modello numerico della sua evoluzione, con tanto di real-time simulation.
Asteroid DA14 è cosa nota ed arcinota. Tutti ne parlano, e più o meno tutto si sa. Meno si sa su quello che è successo negli Urali, in queste ore. Un meteorite è caduto, si è disintegrato a 30-50km dal suolo ed ha prodotto nell'esplosione (frammenti e danni conseguenti) circa 1000 feriti. L'articolo del CorSera, è fatto abbastanza bene e c'è anche un bel video. A questo link, invece c'è il liveblogging de ilPost, che è meglio!
I due eventi non sembrano essere collegati e/o correlabili. Occhio a non fare confusione tra meteorite e asteroide, è sempre roba che vien dal cielo, ma un po' diversa.

martedì 12 febbraio 2013

La profezia di Malachia e le dimissioni di Benedetto XVI

C'è già qualche articolo in giro, sulla questione: Benedetto XVI sarà il penultimo Papa (c'è chi dice l'ultimo) prima della fine del Mondo?
Tutto ruota intorno a una ben precisa lettura profetica del futuro: la Profezia di Malachia, appunto.

Ma, chi era Malachia? 

Santo Malachia, è stato un arcivescovo cattolico, abate irlandese, titolare dell'arcidiocesi di Armagh, che ha vissuto tra il 1094 ed il 1148.

Che cosa ha profetizzato e su cosa si fonda questa lettura?
Siccome questo blog non è "Mistero" (mi riferisco al programma televisivo), va fatta una fondamentale premessa prima di partire con il racconto: quelli esposti sono argomenti parascientifici, fondati su qualcosa scritto e trasmesso (con tutto ciò che ne consegue, di negativo intendo), intorno al 1140, a sua volta fondato su una profezia avuta da un uomo (poi santificato) durante una visione. Premessa necessaria, è anche dire che autorevoli storici e storiografi, Fumagalli per dirne uno, hanno bollato la cosa come apocrifa e/o opera di falsari. In particolare sembra che sia frutto di un complotto per far eleggere il cardinale orvietano Gregorio Simoncelli, al posto di  Gregorio XIV nel 1590: potrebbe addirittura essere stata composta durante quel Conclave.

Premessa fatta, anima (pseudoscientifica) salva, adesso però, passiamo alla ciccia. Come per le note di gossip, non è poi troppo importante sapere se è vero o no, quanto sapere intanto di che si tratta - siamo esseri umani, ci nutriamo (anche) di fantasia.

La storia è abbastanza complessa e per certi versi poco chiara: proverò, con modestia, e sulla base di quel che sapevo e di quel che ho trovato in giro senza strapparmi i capelli nella ricerca, di spiegarla (ammesso che vi interessi).

La Profezia di Malachia è una lista di 112 frasi, dette "motti" (in latino), che descrivono tutti i Papi a partire da Celestino II (eletto nel 1143) fino ad un ultimo Papa, descritto come Petrus Romanus, il cui pontificato coinciderà con la fine del mondo, la fine della Chiesa, la distruzione della Città di Roma. (Nota: quel Celestino, non è quello che oggi sta tornando alla ribalta della cronaca per il caso delle dimissioni di Ratzinger, quello era Celestino V eletto nel 1294).

Secondo la tradizione comune, trasmessa al mondo dal benedettino Arnold de Wyon nel 1595, San Malachia, durante un viaggio a Roma (per andare da Papa Innoncenzo II), avrebbe avuto una visione: era il 1139.

Da questa visione, ottenne indicazioni su tutti i futuri Papi, tramite messaggi criptici (i motti, appunto), che poi raccolse in uno scritto: Prophetia de Summis Pontificibus. Lo scritto fu consegnato al Papa, che anziché renderlo pubblico, decise di nasconderlo. Fu riscoperto circa quattro secoli dopo, lasso di tempo in cui nessuno fece parola della profezia: circostanza che rema a favore del falso. A tal proposito, va anche detto che la precisione dei motti, cambia molto tra quelli antecedenti al 1590, a quelli successivi, generici e poco esatti (o estremamente criptici) - altra circostanza che rema a favore del falso: sembrerebbe che quelli precedenti alla data di "costruzione della profezia", fossero ben circoscritti sulla base dell'esperienza vissuta, mentre gli altri, siano un po' buttati a indovinare, in modo anche un po' sommario.

Per contestualizzare la questione, val la pena riportare i motti dei Papi di età moderna (in giro in internet, è facile trovare anche tutti gli altri):
- Leone XIII
Il 102º papa ha il motto Lumen de coelo. L'emblema di Gioacchino Pecci era una stella cometa sullo sfondo del cielo.
- Pio X
Il 103º papa ha il motto Ignis ardens. Per la sua bontà e la sua ardente fede, Giuseppe Sarto fu proclamato santo. Si potrebbe anche ricordare con quanto zelo egli combatté il Modernismo.
- Benedetto XV
Il 104º papa ha il motto Religio depopulata. Il pontificato di Giacomo della Chiesa fu funestato dagli avvenimenti della Grande Guerra e dai numerosi lutti che ne conseguirono. Il motto sembra riferirsi all'enorme numero di cattolici che caddero sul fronte di guerra, ma potrebbe esserci anche un accenno alla terribile epidemia di spagnola, che fece ancora più vittime partendo proprio dalla Spagna, un paese cattolico.
- Pio XI
Il 105º papa ha il motto Fides intrepida. La fede di Achille Ratti, nativo di Desio, lo indusse a lanciare coraggiosi anatemi contro il comunismo e contro il fascismo ed il nazismo rampante (enciclica Mit Brennender Sorge, "Con ardente preoccupazione").
- Papa Pio XII
Il 106º papa della profezia, identificato con papa Pio XII, reca il motto Pastor angelicus. Il cognome di Pio XII è Pacelli che, come amava ricordare lo stesso pontefice, in latino vuol dire "Pace del Cielo" (Pax caeli) e pertanto viene collegato alla profezia. In vita fu soprannominato Pastor Angelicus e gli fu dedicato un cine-documentario, in cui Pio XII recitò nel ruolo di se stesso, con questo titolo.
- Papa Giovanni XXIII
Il 107º papa, identificato con papa Giovanni XXIII, è indicato come Pastor et nauta (pastore e marinaio). Il pontefice, in quanto tale, è pastore di anime, ma è possibile che nella storia della Chiesa non tutti i papi l'hanno trasmesso. Ecco perché si dice che: "Lo Spirito Santo richiamò la sua Chiesa con una forte Irruzione, per far cambiare rotta con papa Giovanni XXIII". Roncalli fu Patriarca di Venezia, antica potenza marittima, ed ancora oggi porto di mare. Inoltre era di umili origini.
- Papa Paolo VI
Il 108º papa, identificato con papa Paolo VI, viene descritto come Flos florum (fiore dei fiori, che tradizionalmente indica il giglio). Lo stemma papale di Paolo VI riporta tre gigli.
- Papa Giovanni Paolo I
Il 109º papa, identificato con papa Giovanni Paolo I, è indicato come De medietate Lunae o De media aetate Lunae, cioè "il periodo medio di una luna", di circa un mese.
Inoltre, come riscontrabile sul calendario lunare del 1978, Albino Luciani salì al soglio pontificio, e morì, in giorni di luna media. Il papato di Giovanni Paolo I durò circa un mese, a causa dell'improvvisa e discussa morte.
- Papa Giovanni Paolo II
Il 110º papa, identificato con papa Giovanni Paolo II, reca il motto De labore Solis. In latino "labor", letteralmente "fatica, lavoro", significa anche "eclissi", pertanto il significato della locuzione potrebbe essere "Dell'eclissi di sole". Consultando il registro delle eclissi solari della Nasa[5] risulta che Giovanni Paolo, nato il 18 maggio 1920, nacque proprio il giorno di una eclissi solare parziale (non visibile però dal luogo di nascita). Giovanni Paolo II è morto il 2 aprile 2005, giorno in cui non è avvenuta alcuna eclissi. Tuttavia la salma del pontefice è rimasta esposta imbalsamata - secondo il rito del Novendiale - fino all'8 aprile 2005, giorno delle esequie. Tale giorno è avvenuta un'eclissi solare ibrida, anch'essa però non visibile da Roma.[6] Un'interpretazione ancora diversa fa risalire invece questo motto ai numerosissimi viaggi fatti dal pontefice (a guisa del sole stesso) in tutto il mondo. Un'altra teoria ancora più divagante riconduce il motto alle esperienze del Santo Padre Giovanni Paolo II; infatti egli è ricordato come il papa che rivoluzionò le antiche tradizioni della Chiesa di Roma, mostrandosi agli occhi di tutti come il papa di una nuova era e di un risorgimento cattolico mondiale e portando in tutto il mondo la Parola di Cristo. Rinnovò il rapporto fra cristianesimo e giovani, fu il primo papa ad approcciare con le tecnologie informatiche, come il PC ed il sito del Vaticano, e divulgò con nuovi metodi il cristianesimo per tutti. Il sole del motto sopracitato potrebbe anche alludere allo Spirito Santo, infatti secondo alcune persone vicine a Giovanni Paolo II il papa era un mistico che interloquiva direttamente con Cristo Dio, rivelandosi solo ed unicamente a lui sotto le sembianze dello Spirito Santo (ecco spiegati anche i diversi miracoli rivelati a lui e da lui in vita ed in morte); in questo modo era da tramite e intermediario facendo sì che si adempisse il "labor" dell'onnipotente sulla Terra e la Sua Parola. Potrebbe anche esserci un riferimento al Miracolo del sole avvenuto a Fátima e questo papa è stato molto legato a Fátima.
- Papa Benedetto XVI
Il 111º papa, identificato con papa Benedetto XVI, è descritto come De gloria olivae. Il motto De gloria olivae è stato collegato al nome "Benedetto" perché alcuni benedettini sono anche chiamati "monaci olivetani". Da notare che nell'araldo del Papa è raffigurata un persona di colore sul lato destro (sinistro rispetto all'osservatore) simbolo della Diocesi di Frisinga di cui fu arcivescovo. Il termine "olivae" è stato collegato al colore di questo viso di moro. Il 26 aprile 2009 Benedetto ha proclamato santo Bernardo Tolomei, fondatore dell'ordine degli Olivetani. (Fonte Wikipedia)
Il richiamo alla profezia, riguarda proprio gli ultimi due motti: in particolare quello del 112° Papa, il Petrus Romanus appunto. A questa, infatti, si abbina la fine della successione e la fine del Mondo. 

A nostro favore (intendo "favore" di esseri viventi e che vogliono continuare ad esserlo, viventi), rema un'analisi scettica dei motti, secondo cui nella profezia non ci sarebbe una consecuzione temporale diretta tra il De Gloria Olivae e il Pastor Romanus: come dire, quello che sarà l'ultimo Papa, coinciderà con la fine della Chiesa e del Mondo, ma non è esplicitamente detto, che sarà quello dopo Benedetto XVI. (Bene, dopo i Maya, sembrano buone le probabilità di salvarsi anche da questa).

Analisi recenti, però, sembrerebbero attribuire il ruolo di Petrus Romanus, non al Papa ma al camerlengo: e qui scatta il party autoerotico di autocongratulazioni di Dan Brown e Nanni Moretti. Immagine tremenda: torno alla profezia. Dicevo il camerlengo, figura di cui torneremo a sentir parlare in questi giorni e di cui riassume bene il senso questo link, ruolo attualmente ricoperto da Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese. Petrus Romanus, allora?

A questo punto basterebbe sommare le cose, ma c'è anche dell'altro. 

Si parla anche di un motto perduto nella trascrizione: Caput Nigrum, la cui posizione non si sa bene se debba essere anteriore o posteriore a De Gloria Olivae. La duplice interpretazione è questa: se fosse la prima situazione, anteriore, allora il motto sarebbe da riferire a Benedetto XVI, facendo scivolare De Gloria Olivae al prossimo. Ratzinger, come si vede nello stemma sopra, ha infatti adottato nel suo stemma il Moro di Frisinga (caput ethiopicum). Questo darebbe spazio, ad una profezia a latere, fatta da San Benedetto, secondo la quale la Chiesa sarebbe retta negli ultimi tempi da un benedettino (De Gloria Olivae, appunto). In opposto, se fosse posteriore, sarebbe l'evocazione della figura del Papa-Nero (profezia di Nostradamus), che regnerebbe per gli ultimi tempi prima della fine.

C'è anche un'interpretazione un po' più pragmatica, diciamo così, secondo cui Caput Nigrum, non si riferirebbe al Papa stesso, ma al regno di quel Papa, coevo ad una persona di colore particolarmente importante nel mondo: la personificazione in Obama, ve la lascio immaginare.

Insomma, a parte altre interpretazioni più complicate e cervellotiche, sembrerebbe a quel che dice la profezia che la fine si avvicina: anche se quella fine, o quella persecuzione con cui coinciderebbe il ruolo di un Papa Pietro (sebbene non identificabile direttamente con questo nome), potrebbe essere non sanguinosa. 

Magari una persecuzione socio-culturale, la fine della visione della Chiesa - come Sistema si intende - classica: in effetti, le dimissioni di Ratzinger, potrebbero significare qualcosa del genere. 
  




giovedì 7 febbraio 2013

New record for the Largest Prime Number

Siccome questo è un blog che parla di scienza, non starò qui a spiegarvi che cos'è un numero primo: lo sapete già da soli (anche perché non è che ci sia molta scientificità dietro, almeno nell'apparenza). Siccome però, in questo blog, si prova ad arrotondare quella scienza, e siccome lo scrivente (al di là di quel che si dice in giro. ndEm) è uomo dotato di magnanimità infinita e solidarietà sociale, ecco un link pratico per un veloce ripasso.

Dunque, siccome non si può cominciare un discorso con "siccome", allora facciamo finta che il post inizi da qui: Curtis Cooper, della University of Central Missouri, ha annunciato di aver scoperto un nuovo, enorme, numero primo. Il più grande di sempre, che va a superare quello scoperto cinque anni fa dalla University of California di L.A.: il numero è (257.885.161 - 1). Composto da 17.425.170 cifre, se fosse scritto per intero in un file di testo di un computer occuperebbe circa 22,5 megabyte.
Va detto subito, che la scoperta di per sé, ha un valore relativo, ed è soltanto un passo verso la codificazione della successione dei primi: cosa, questa sì, che potrebbe avere clamorose ripercussioni in fisica e quindi sulla percezione del mondo.
Anche se fin qui sareste propensi a catalogare la cosa, con un "chissenefrega", aspettate a farlo: nel senso, fatelo lo stesso, ma fra un po'.

domenica 30 dicembre 2012

È morta.

È morta Rita Levi Montalcini. Aveva vissuto 103 anni di una vita eccezionale: e in certe situazioni, quello che ti prende non è dispiacere. Perché non si tratta di una vita spezzata, di un qualcosa di incompiuto, di un qualcosa che avrebbe potuto essere ma non è stato, come in tante morti. In casi come questi, assisti inerme al ciclo completo della vita. È per questo che certe morti sono belle. Che detto così è un ossimoro quasi assurdo, ma se ci si ferma a riflettere, tant'è.
Quando succedono certe cose, al di là delle personali emozioni (relative, diciamo indirette, anche perché pochi la conoscevano personalmente), quello che contraddistingue il nostro Paese, è un sentimento di raccoglimento popolare. Anzi, di condivisione.
Pochi sono quelli che hanno avuto in vita la fortuna di conoscerla, dicevo, meno sono quelli che sanno qualcosa dei suoi studi: ma poco importa. La morte di Rita Levi Montalcini, è come il crollo del Colosseo.
R.L.M. (come direbbero gli inglesi, che a me piacciono sempre. ndEm), è qualcosa di nostro. Dell'Italia e del Mondo. Dell'umanità, sì: ma prima degli italiani. È un pezzo di Storia. Di Storia e non di Scienza: la scienza è stato lo strumento, il mezzo.
Ed è bello che tutti siamo qui a condividere certe parole, frasi, foto. È bello anche per uno come me, che sta spesso a sottolineare i pessimi costumi di questa buffa società italiana. Condivido anch'io.
È un nazionalismo pulcinelliano, forse, ma si sa che siamo così: pronto alle critiche dei soliti sapientini e dei supersnob della scienza (elementi che sono a vario titolo tra i responsabili di un certo tipo di allontanamento della massa dalla Cultura: ma questo è un altro argomento, che non c'entra niente). 
Dunque è significativa ogni singola frase linkata, ogni commento banale, ogni bimbominkiata sull'argomento, così come è bello ogni ricordo, ogni foto, ogni battuta (queste a dire il vero ancora un po' d'elite: il Vaticano ci blocca un po' sullo scherzare sulla morte. ndEm), ogni eco possibile. Anche e soprattutto di quelli che conoscono R.L.M. semplicemente come quella signora vestita ottocentescamente in TV.
È il rispetto, profondo, vero, sentito, di un'intera Nazione, verso un pezzo inestimabile di se stessa.

Adesso, però, ripetiamo tutti insieme: Rita Levi Montalcini, non è quella rappresentata sulle vecchie 1000 lire!!
Forse se uscissimo dall'Euro, potremmo ripassare un po' di cose...




giovedì 22 novembre 2012

Areosol Globale


Chiunque abbia avuto a che fare con un essere umano al di sotto dei 10 anni, avrà almeno per una volta, avuto a che fare con l'aerosol. Che Dio benedica il Clenil, e porcherie tipiche e similari...
Un aerosol è un tipo di colloide in cui un liquido o un solido sono dispersi in un gas. Il diametro delle particelle è normalmente compreso fra 10−9 m e 10−6 m, ma nel caso in cui vi siano moti turbolenti anche particelle di dimensioni maggiori possono essere incluse in un aerosol.
Il super-computer della NASA, Discover, (è sempre bello dire "supercomputer della NASA", ti riporta indietro di almeno vent'anni) ha creato un modello su flussi dell'Aerosol Atmoseferico. 
In quest'immagine (sintesi del modello) le colorazioni rappresentano i tipi di particelle sospese nell'aria: in verde il fumo, in rosso la polvere, in blu il sale marino, in bianco i fosfati.
Qui il link per l'immagine in hd prodotta dal Goddard Space Flight Center nel Maryland,USA (credits: William Putman, NASA/Goddard)



lunedì 19 novembre 2012

S.I.N. Siti Contaminati Interesse Nazionale

Sono 57 i siti d'interesse nazionale oggetto di contaminazioni ambientali. Ricoprono il 3% del territorio del "nostro amato Stivale". Dati diffusi giorni fa dall'IPSRA.
38 di questi si trovano all'interno del territorio urbano e periurbano di 30 città. Napoli, con 6 siti, comanda la lista: Milano segue con 5.
A ricordare che la questione riguarda l'Italia, oltre quella "N" che indica Nazionale, c'è un dato: soltanto 9 SIN risultano avere il 50% dei progetti di bonifica approvati. Praticamente, abbiamo risolto soltanto l'8% del problema: e non è che è roba di questi ultimi anni, eh!?!...

SIN - Siti Interesse Nazionale



martedì 18 settembre 2012

Non sarebbe male sapere che...

Chi è mai stato a lezione di pilates, yoga o amenità simili? Io sì. E per questo che comincerò il post nel modo con cui finiscono quelle lezioni: "facciamoci un bell'applauso...".
Dicono così, davvero. Lo dicono perché dobbiamo gratificarci per essere stati bravi.
Allora vi dico che noi - e con noi intendo, "noi genere umano" - siamo stati bravi. Dunque facciamoci un applauso, perché secondo le stime dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (AEA) nel 2011 abbiamo diminuito del 2.5% le emissioni dei gas serra. Con buona pace di tutti quelli che dicono che il progresso, tecnologico e sociale, è la rovina del pianeta, addirittura rispetto al 1990 le emissioni sono diminuite del 17.5%. Perbacco!
E va bene che questa diminuzione è figlia del Protocollo di Kyoto e del conseguente aumento di sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali, l'implemento delle energie rinnovabili e via discorrendo.
Amo l'Ambiente, meno l'ambiente: spesso mi stanno sulle palle gli ambientalisti, quando trasformano in integralismo il loro comportamento. Non voglio dire quindi - lontano da me - che bisogna abbassare la guardia, ma mi piace semplicemente riportare un dato, ufficiale ed oggettivo, per poterci dire una volta ogni tanto, quel "bravi" che se non per elasticizzante autostima da palestra, raramente si sente. Uno sbocco positivo, insomma. Anche perché grazie a Dio, tutto questo avviene in una circostanza globale di aumento del Pil (e purtroppo anche di consumo di carbone)
Adesso complico la cosa: se questa diminuzione delle emissioni, invece, fosse legata - e in parte lo sarà, di sicuro - ai cambiamenti climatici, alla mitizzazione del clima, alla diminuzione di consumo di gas naturale come  conseguenza della riduzione del fabbisogno? 
Anvedi che loop... 

Emissioni di Gas Serra in Europa



lunedì 21 maggio 2012

Essere prevenuto sul previsore

Mio cugino è un bel quarantenne (la bellezza è genetica, da noi. ndEm - imho, obviusly). È felicemente sposato con una bella donna e ha due bei figlioli. Di mestiere, o dovrei dire di professione (ma visto come siamo messi noi professionisti, è tutto un dire...) fa l'avvocato. Fa l'avvocato da molti anni, anche suo padre (mio zio. ndEm). Loro hanno uno studio nella città dove abitano, a qualche decina di chilometri da me, che funziona abbastanza bene (e quell' "abbastanza" non dipende da loro, ma dalla scaramanzia, che ci vuole sempre, e dalle circostanze economiche generali, che invece sono momentanee. ndEm).
Lavorano, anche senza previsioni. Nel senso che a studio non hanno lo schermo di Minority Report, per vedere chi dei loro clienti - o dei cittadini in generale - commetterà un reato, prima che questo accada. La previsione dei reati, almeno in un certo tipo di modo, non è possibile. Sarebbe comoda per gli avvocati, per esempio, perché permetterebbe un colloquio preventivo con la gente, così da accaparrarsi più lavoro. Ma aspettando le innovazioni prospettate da Spielberg, si accontentano di ricevere a studio i presunti colpevoli (o innocenti, sia mai che perdessi il mio vezzo garantista. ndEm), che gli raccontano i fatti già successi. La cosa strana, per qualcuno, è che quando arrivano quei clienti, mio cugino non si alza in piedi da dietro la scrivania, gridando e strepitando su una sua qualche previsione, presunta mesi prima: lui il reato - eventuale - non lo conosceva e nemmeno pretende di poterlo fare, prima del racconto del cliente.
Strano è?! Strano perché c'è uno che mandando affanculo qualsiasi teoria fin qui costruita, da qualsiasi scienziato mondiale, diceva di essere in grado di prevenire i terremoti. Dalle viscere degli animali, dai fondi del caffè o dall'infiammazione delle sue emorroidi, non fa differenza: lui l'evento sismico lo fiutava come un cane da tartufo, il tartufo. Hanno anche messo su un laboratorio di pseudo-stregoneria, e raccontano al mondo quello che succederà sotto la superficie terrestre. Lui mentovava e dichiarava scientificità; il mondo accademico e scientifico tutto, lo manda a cagare, aiutato anche da un certo numero di persone dotate ancora di barlumi di raziocinio. Ma c'è qualcuno che imperterrito dice che vedeva e prevedeva (anche se la stessa Logorio, smentisce sulle previsioni).
Era da un po' che si diceva del terremoto in Emilia, e taaaac. Eccoti il terremoto: l'unico problema, è che lui l'aveva previsto circa un mese fa, mentre il terremoto c'è stato ieri l'altro. E qui viene il punto, che va oltre ogni teorizzazione scientifica (che detto tra noi, potrebbero essere anche non solo frottole. Potrebbero.). Se tu fai circolare una previsione legata ad un evento catastrofico, la ragione e la praticità, ti richiedono di essere preciso. Ma preciso sul serio: nel senso che non può valere per buono un "l'avevo detto io: mi sono sbagliato solo di una ventina di giorni". No. Questo non va bene, cari miei. E non va perché, ammesso che noi Stato e cittadini, dovessimo un giorno decidere di crederci, allora - adesso, preventivamente - ci dovreste spiegare come gestire quei venti giorni. Cioè, mettiamo che tu hai previsto un terremoto il 5 aprile in Emilia. Noi - Stato e cittadini - ti ascoltiamo e evacuiamo Reggio, Modena, Parma e via dicendo. Poi, però, il terremoto non c'è, perché ti sei sbagliato di qualche giorno. "Ci sarà fidatevi" ci dici tu via medium. E noi, fiduciosi, decidiamo di aspettare ancora. Passano giorni e niente. A questo punto, come la risolviamo la faccenda? Nel protocollo post previsioni, è prevista anche l'organizzazione di giochi aperitivo, cacce al tesoro e spettacoli serali, per allietare l'attesa agli sfollati preventivi?
E no, miei cari bendandini (differenziandoli da Bendandiana, l'associazione), se c'è una previsione deve essere precisa, esatta: se no, tutti e dico tutti, possono essere delle brave Cassandre. Anch'io, che di terremoti non è che mi occupi tutti i giorni, posso prevedere che entro i primi di giugno, ci sarà una scossa in Sicilia, magari a largo delle Eolie: tanto quella zona sismica è, e difficilmente tutto resterà fermo. Poi che importa se la scossa è debole, o se arriva a luglio: il mio te l'avevo detto ha effetto retroattivo e sono apposto.
Questo per dire, che il problema più che scientifico (e non che scientifico non lo sia) è proprio pratico. I sistemi di previsione, sono costruiti e centrati sulla prevenzione. Io prevedo che ci sarà uno tsunami, per dire, perché dei dati mi dicono questo e prevedo che l'onda arriverà alla tal ora: prevengo i danni che potrà fare, innescando gli eventuali sistemi di difesa (oops! quelli ce l'hanno solo i Japa) e inizio le operazione di evacuazione. All'ora che avevo previsto, di solito, arriva l'onda, più o meno dannosa (sono troppe le variabili in campo per prevedere il tutto fino in fondo): ma quell'onda arriva, c'è, esiste, in quel momento che io avevo previsto. Non tra un mese, non tra un giorno. La gestione delle emergenze è già complicatissima di per sé: la gente non vuole lasciare i propri beni - è il consumismo, bellezza - nemmeno con una montagna che gli sta cadendo addosso, adesso. Figuriamoci se una previsione fatta con un errore temporale di tali dimensioni, possa essere utilizzabile. E dico utilizzabile, fruibile: che è qualcosa che va al di là dell'attendibile. L'attendibilità scientifica - tutta da dimostrare, per altro, ma che non ho voglia di approfondire - è un'altra questione. Quello di cui parlo, riguarda l'utilità di certi studi. Utilità pratica: se si crea un meccanismo di analisi dei sismi in previsione, devi essere in grado di arrivare ad un risultato certo, quanto meno sul luogo e sul tempo, altrimenti sono chiacchiere e niente di più.
L'unica cosa, a mio avviso, è non dare peso a certe chiacchiere, appunto. Ma il sensazionalismo giornalistico di questo si nutre: noi non siamo mai contenti, non ci basta la disperazione per morti e feriti, le facce sbiancate dalla paura, le case sventrate e i campanili piegati. Noi vogliamo il complotto: a noi ci piace dire, che c'era qualcuno che sapeva, che non è stato ascoltato per chissà quale ragione e che avrebbe potuto rimediare a tutto. A noi italiani piacciono i film ammericani, dove lo scienziato pazzo alla fine ha ragione, salva il mondo e sposa la sculettante quanto razionale capa dell'intelligence. Adesso il filone è un po' cambiato, ci piace più pensare che tutto sia colpa delle Banche e di qualcuno che tira da dietro il Sistema, ma fa poca differenza...a proposito, sarà mica un caso che Monti era a Chicago...ben lontano dai luoghi del sisma?!?...Mistero.

Quanto detto, con tutto il rispetto possibile per le persone che stanno soffrendo. Anzi, per il loro rispetto...

venerdì 20 aprile 2012

C'è una misteriosa malattia in Vietnam

E ce ne saranno altre in giro per il mondo, penserete voi. Ma l'attenzione su questa non sta tanto nel fatto che non si riesce a capirne le cause, o che ci sono stati molti contagiati (171 persone, sembra) o svariate vittime (già  19, comunque). La questione, sta nella richiesta d'aiuto all'OMS (Autorizzazione Mondiale della Sanità) e agli States, da parte delle autorità sanitarie vietnamite. Dato che il governo del Vietnam non sia proprio noto per essere, diciamo così, estroverso (riferimento: richiesta di aiuto medico. ndEm) e che non abbia rapporti proprio fraterni con gli USA, tutto fa pensare che la situazione sia allarmante. Anche perché tutto è ancora molto circoscritto: i casi sarebbero raggruppati in un'area della provincia centrale Quang Ngai. 68 casi provengono dal villaggio di Ba Dien, distretto di Ba To. Questo potrebbe essere da un lato un bene (circoscrizione dell'areale), dall'altro invece, potrebbe far pensare ad una patologia parecchio forte, dato che la percentuale di contagio è alta, nell'areali interessato.
foto da ilpost, che si è occupato della notizia
La malattia si manifesta con febbre alta, a cui si associano perdita di appetito ed eruzioni cutanee su mani e piedi: le complicazioni colpiscono soprattutto il fegato, ma in alcuni casi hanno lesionato anche altri organi vitali. Sono stati colpiti principalmente bambini ed adolescenti, che se curati in tempi rapidi e con giusti farmaci (problema di no facile soluzione, date le precarie situazioni socio-economiche e sanitarie della zona), rispondono bene, anche se ci sono stati diversi casi di recidive.
I primi focolai, risalgono più o meno ad un anno fa, poi il numero di persone contagiate è progressivamente scomparso, salvo poi ritornare a far registrare un picco preoccupante tra il 27 marzo e il 5 aprile di quest'anno.
Le richieste di aiuto, sono la conseguenza della difficoltà ad individuare le cause, attualmente allo studio dei Centri internazionali per la prevenzione e il controllo delle malattie.  


Link:
  

mercoledì 18 aprile 2012

BRIICS

Li chiamano così: sono Brasile, Russi, India, Indonesia e Sud Africa. Paesi emergenti, per i quali si stima un aumento del consumo d'acqua di circa l'80%, a fronte di una diminuzione dei consumi per i Paesi dell'area OCSE (circa il 22%). Stime sono tutt'altro che buone: ecco il link agli ultimi dati.
Nel 2000 la domanda d'acqua era pari a 3500kmc: le stime indicano che nel 2050 si raggiungeranno 5425kmc, con una crescita del 55%.
Oltre all'aumento della popolazione (+130% per uso domestico), c'è quel 400% in più per usi industriali e il 140% per produzioni elettriche, tra le cause.
Il problema geologico e geoclimatico, si somma poi alla questione socio-demografica: l'aumento di persone (stimato in circa 2,6miliardi) andrà ad interessare per lo più le zone dei bacini fluviali del Nord e del Sud dell'Africa e del Sud e del Centro Asia. Zone, queste, particolarmente interessate a problematiche di stress idrico. 
Le stime indicano che nel 2050 circa 240milioni di persone resteranno senza acqua potabile. Anche in questo caso, è possibile pensare ad una sorta di Effetto Seneca, dove la diminuzione subirà un andamento netto e perentorio.
Che dire di non banale? Mah...intanto spendete poco più di tre minuti, per vedervi questo video...


martedì 17 aprile 2012

Effetto Seneca: YPF e Repsol?

Senza farsi annebbiare da tanto d'altro, la notizia del giorno (link) è indubbiamente la decisione presa dalla Presidente argentina Cristina Fernandez di "espropriare", nazionalizzandone il 51%, la YPF alla Repsol. 
Roba grossa, che produrrà scompensi geopolitici e macroeconomici e che a me ha fatto pensare ad una cosa che avevo letto tempo fa e che riguarda anche il petrolio.
Non sarà di sicuro la prima volta che sentite parlare del fatto che l'oro nero è un resevoir limitato in esaurimento. Cioè, per dire, che quello che c'è c'è ed è sfruttabile: il resto non si formerà in tempi umani (magari anzi saremo proprio noi a formarlo. Per dire con un colpo di scena macabro. ndEm). Quindi non c'è una ricarica della riserva: quando finirà finirà. Non è una novità, lo so.
Il punto, semmai, su cui riflettere è: come finirà? Nel senso: il declino sarà dolce e geologicamente gestibile?
La risposta è no, almeno probabilmente. Ed è proprio questo, quello che mi è venuto in mente. 
L'Effetto Seneca.
fonte effettocassandra
A tal proposito, metto due link, per chi fosse interessato, dove il Prof. Ugo Bardi (docente di Chimica-Fisica presso l'Università di Firenze) parla dell'argomento dal suo blog Effetto Cassandra.





"Sarebbe una consolazione per la nostra debolezza e per i nostri beni se tutto andasse in rovina con la stessa lentezza con cui si produce e, invece,l'incremento è graduale, la rovina precipitosa.”
Lucio Anneo Seneca, Lettera a Lucilius, n. 91
  


UPPLEVA la nuova concezione di TV da IKEA

Cables, cbles, cables...

UPPLEVA da IKEA Italia

C'è vita su Marte? A che punto siamo...

forme di vita su Marte
Non ci sono strane teorie dietro a quanto sto per scrivere. Non c'è nessun Voyager-ismo, né tanto meno polemiche Scienza-Chiesa da baretto. C'è semplicemente il fatto che scrissi qui qualcosa a riguardo tempo fa e adesso aggiorno.
E' uscito un articolo su National Geographic Italia (era uscito anche sulle pagine di scienze dell'Huff Post. ndEm), che smaschera un retroscena inquietante della missione Viking 1 e 2. Era il 1976, e dai dati raccolti sembra trapelare la scoperta di forme di vita microbica sul Pianeta Rosso.

Ecco il link all'articolo.  Buona lettura.

La formazione dei diamanti: davvero

Quante volte avete sentito la storia de "i diamanti sono fatti come le matite" o "i diamanti sono fatti di carbone"? Tante volte, credo. Tante perché, almeno quando ero piccoletto io, a scuola ti dicevano questa, per farti capire come la stessa materia potesse dar forma a materiali differenti. Giusto, vero, ma...
...ed è quel "ma", proprio, che giustifica o giustificherà, ogni singolo centesimo di quello che avete speso (o spenderete) per chiedere la mano della vostra metà - o meta. Sì, perché i diamanti sono costosi - ma anche i migliori amici delle donne, quindi... - non per moda, o perché semplicemente simbolo del lusso. O meglio, anche; ma anche perché la loro formazione e il loro reperimento, avviene in  condizioni davvero particolari. Sono un materiale a scarsa disponibilità sulla terra e di complessa estrazione. Sì, va bé lo dico: in più c'è la richiesta commerciale ampia, che giustifica lo stabilizzarsi di un prezzo alto.
Ciò detto, come un Mythbusters de noatri, proverò a sfatare la credenza della formazione dal carbone di cui sopra.
Le piante (origine del carbone più antico rinvenibile. ndEm) si trovano sulla Terra, da circa 450 milioni di anni - stante alle datazioni sui vari reperti ritrovati - mentre i diamanti si sono formati - sempre secondo le datazioni effettuate - tutti, almeno la gran parte, nel lasso di tempo che va dal Precambriano (4,6milioni di anni. Le rocce più antiche ritrovate sulla Terra. ndEm) e il Periodo Cambriano (542milioni di anni fa). Confrontando dunque le due età, si conviene subito che le piante sarebbero apparse sulla superficie terrestre, almeno 100 milioni di anni dopo la comparsa del più "giovane" dei diamanti. In più c'è un'altra questione, che riguarda il fatto che i giacimenti carbonifieri, sono tutti disposti con geometria stratigrafica plano-orizzontale: i diamanti si rinvengono invece quasi esclusivamente in unità rocciose verticali (camini di rocce ignee). 
Credenza sfatata. Punto e basta.
Ma provo anche ad andare oltre. Allora: come si sono formati i diamanti?
Esistono quattro processi geo-tettonici, petrochimici e mineralogici - che di rado coinvolgono il carbone - che sono responsabili della formazione di quasi tutti i diamanti naturali rinvenuti. Il primo dei processi, rappresenta la formazione di quasi il 100%; gli altri sono più o meno ininfluenti fonti di diamanti commerciali.
Formazione dei diamanti 
(Nell'immagine il numero corrisponde ai vari processi descritti sotto. Fonte geology.com)

sabato 14 aprile 2012

Cose che mi sono scoppiate addosso sull'autismo

Non sapevo che il 2 aprile fosse stato la Giornata Mondiale dell'Autismo, lo scopro solo adesso che metto mano alla tastiera: non mi piacciono le "giornate mondiali" in genere, ce ne sono troppe, troppo superficiali, sembrano quasi di moda. Non è il caso di questa, credo.
Ma adesso che ho saputo della ricorrenza, mi spiego anche diverse robe. Ma 'fa niente.
Perché a me in un paio di giorni mi sono scoppiate davanti, delle realtà che un po' m'hanno sconvolto. 
via Oggi Scienza
Ieri a Le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, c'era Franco Antonello, il padre di Andrea e quello del libro Se ti abbraccio non aver paura e del viaggio in Ammerica. E poi c'è il ragazzino di Touch che riempe i martedì sera (unica cosa positiva della serie, è far pensare a qualcosa. Il resto è baracconata USA, imho. ndEm). E per finire, c'è una cosa bellissima, scritta da una mia ex-compagna di Liceo, talmente bella che mentre la raccontavo a Daniela mi tremava la voce: un'esplosione di vita.
Cose che succedono. Che mi hanno spinto a capire un po' di più e a cercare di fare il punto.
Ho trovato le seguenti: le linko, se mai qualcuno fosse interessato, così come sono. Senza commento. Sono articoli ben scritti e poi io non sarei in grado (anche a livello di competenze) di potermi esprimere.

  • A fine marzo, è stato pubblicato un importante studio della CDC (Centre of Disease Control and Prevention) dal titolo "New data on autism spectrum disorders". Nel sito c'è anche altro. 
  • Questo video in cui Donald Trump ritorna sulla questione che la colpa dell'autismo è nei vaccini, che invece mi sembra di aver capito che è una roba più o meno superata (almeno ufficialmente). C'è stata anche una sentenza di condanna contro il doc. Wakefield che aveva presentato lo studio in cui si ventilavano le correlazioni. Ecco il link.
  • Siccome l'autorevolezza in merito di Donald Trump, non mi convinceva granché ho proseguito a cercare, ed ho trovato anche questo: uno studio della USC (University of Southern California). Pubblicato su Science Traslational Medicine che rafforza l'ipotesi che l'autismo possa avere cause genetiche.
  • E poi, un'altra cosa, sempre sulle cause genetiche e su quel dannato cromosoma5, pubblicato tre anni fa su Nature.
Certe volte capisco che ne so veramente troppo poco, della realtà che mi circonda.

Durezza delle Acque

Riporto qui di seguito, una mia consulenza professionale in ambito tecnico, nonché in quello matrimoniale - tecnicamente, comunque, s'intende. 
L'altro ieri, più o meno intorno alle sette di sera, mi ha chiamato il mio amico Nicola Matteuzzi. Il "nonché mio cugino" e "nonché stimato e apprezzato ingegnere meccanico", e perché mai dovrei dimenticare un "nonché sposetto prossimo venturo", mi poneva un onestamente difficile quesito su un settaggio della lavastoviglie casalinga: "a che setting di durezza delle acque impostarla?".
Lavastoviglie IKEA
Problematica complessa, ma anche no, che è tutta contemporanea. In problemi del genere, con lo Svelto non ci si sarebbe incappati. E sinceramente la mia ignoranza nel campo, mi aveva precluso dal sapere che la qualità tecnologica dei nuovi elettrodomestici, prevedesse certi tipi di conoscenze (adesso ho appurato che anche sulla mia c'è la fatidica rotellina. ndEm). Perché di quello si tratta. Vengo per dire, senza nulla togliere a nessuno: se l'acquirente non avesse una minima idea di quello di cui si parla, come potrebbe risolvere la configurazione della lavapiatti? Non credo che tutti abbiano fatto un qualche esame di idrogeochimica, o chimica ambientale o chimica generale, quanto meno, per avere in qualche remoto angolo del cervello lontane reminiscenze dell'argomento in discussione. In più, va anche detto, che essere a conoscenza del grado di durezza dell'acque che scorre dalle nostre tubazioni, non rientra proprio in quelle informazioni fondamentali, anche se...comunque non vorrei aprire nessuna specie di polemica con le lavastoviglie (né con i potentissimi produttori): non sia mai che incorra in qualche insubordinazione classista, stasera dopo cena.
Cos'è 'sta durezza delle acque? Starete pensando che per quanto ne sapete - scusate: ma pensare che voi non sappiate di cosa sto parlando, è presupposto indispensabile, per rendere sensata la presente trattazione - l'acqua tanto dura non sembra (questione tra l'altro opinabile, ditelo a quelli che fanno Cliff Diving. ndEm).
Per durezza dell'acqua, s'intende il valore che esprime il contenuto di ioni di calcio e magnesio (da sali solubili in acqua). Il termine si riferisce in genere alla durezza totale, somma della durezza temporanea (durezza dovuta agli ioni idrogenati, che precipitano dopo l'ebollizione) e quella permanente (che esprime la quantità di cationi rimasti in soluzione dopo l'ebollizione prolungata, di solito bicarbonati di Ca e Mg).
La durezza dell'acqua viene misurata in gradi Francesi °f, dove 1°f rappresenta 10mg/l di CaCO3 ,cioè per dire che in un litro d'acqua sono presenti 10mg di carbonato di calcio. Abbastanza comunemente si usa anche il MEC, che corrisponde ad 1g di CaCO3 in 100litri, e perciò nell'equivalenza risulta uguale al °f.  (Unità di misura meno utilizzate sono il grado Tedesco °T o °d e l'indice di saturazione Langelier LSI.
In base alla durezza, le acque si classificano nel modo seguente:
  • fino a 7 °f: molto dolci
  • da 7 °f a 14 °f: dolci
  • da 14 °f a 22 °f: mediamente dure
  • da 22 °f a 32 °f: discretamente dure
  • da 32 °f a 54 °f: dure
  • oltre 54 °f: molto dure

Ma perché una lavastoviglie dovrebbe richiedere questo genere di settaggio? Il motivo sta nelle conseguenze che la presenza di questi sali comporta. Infatti un'acqua molto dura (alta presenza di sali di Ca e Mg) influisce negativamente sui processi di lavaggio in genere. Le molecole del detergente si uniscono chimicamente con gli ioni calcio, formando sali insolubili: questo processo comporta un aumento del quantitativo di detergente necessario al lavaggio. La presenza di questi sali insolubili, è responsabile anche dell'infletrimento della lana, quindi occhio se dovete impostare una lavatrice. In più, la presenza di sali di Ca e Mg può essere dannosa, sia per la loro azione corrosiva sui componenti dell'elettrodomestico, sia perché la loro precipitazione produce le famose incrostazioni (quelle che vengono comunemente definite in via generale "calcare").
Detto ciò, presumo che il settaggio della durezza dell'acqua è importante, sì per definire la quantità di detergete (e/o brillantante?) necessario, ma soprattutto (visto che di solito si usano pastiglie standard) per definire la quantità di sale per lavastoviglie da usare. Tutte le lavastoviglie ( e questo lo so, anche se non è molto. ndEm) hanno un dispositivo che si chiama scambiatore di ioni, che prende il sale che noi mettiamo dentro l'apposito scompartimento e lo miscela all'acqua di lavaggio, decalcificandola ed evitando la formazione delle velature (per un ottimo lavaggio) e delle incrostazioni (per un funzionamento duraturo). E' una sorta di addolcitore. La regolazione della durezza, altro non serve (almeno credo. ndEm) a definire quanto sale lo scambiatore deve immettere per ogni lavaggio.
Adesso, una volta capito di cosa si tratta e a che cosa serve, non resta che conoscerne il valore (sì certo, c'è anche l'opzione prendo il valore e lo imposto, fregandomene della teoria che c'è dietro: sempre valida. ndEm). Come fare non è poi così complesso.
In Umbria, l'Umbra Acque (gestore del servizio idrico) ha un tool nel sito, che permette di visaulizzare Comune per Comune le caratteristiche delle acque che escono dai nostri rubinetti (non solo la durezza, quindi). Nel caso, basta linkare qui e cercare il Comune d'interesse: ecco Bastia.
Per il resto d'Italia (anche per l'Umbria ovviamente. ndEm), c'è invece un altro servizio, fatto da Assocasa-Federchimica, che funziona più o meno allo stesso modo (link).
Concludo con la considerazione in consulenza: il valore della durezza dell'acqua di Bastia Umbra, è di 32°f. Nel caso di Nicola la sua lavastoviglie aveva dei range d'impostazione. Dato che questi stavano tra i 24-31 e 31-60 °f (almeno mi sembra di ricordare così), e dunque il dato comunale era al limite, il mio consiglio è stato di impostarlo sul valore più alto. Il sovradimensionamento, permette di lavorare in sicurezza: anche perché dal punto di vista economico, conviene comprare un po' più spesso il sale, piuttosto che ricomprare la lavastoviglie (rovinata dalle incrostazioni di calcare).


p.s. è giusto dire, che nei siti di cui ho messo il link sopra, più o meno si spiega comunque cosa sia 'sta durezza. In più, per i meno pratici di internet o per i maniaci della precisione, ricordo che in ogni ferramenta e nei negozi di acquari, si possono acquistare facili kit per la misura della durezza delle acque.
  






venerdì 13 aprile 2012

D.Lgs 152/2006

Breve riepilogo, per non perdersi. 
D.Lgs 152/2006
Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152, tratta delle norme in materia ambientale. E' un immenso malloppone normativo, di più di 200 pagine e allegati vari. Legifera su tutto il legiferabile in materia d'ambiente, appunto. E' una di quei tipi di normativa, che non sai fino a che punto è un bene (riassume e disciplina molti aspetti tutti inerenti allo stesso ambito, in un'unica emanazione) o un male assoluto (un calderone insomma).
Mettiamola sul personale: per me sta più dalla parte del bene, che del male.
Per parlarne - a quale scopo, chissà?! - bisogna partire dal dire che si tratta di un decreto legislativo (sì, sta anche nel titolo. ndEm). Cos'è un D.Lgs? I decreti legislativi, secondo il diritto costituzionale italiano, è un atto normativo, avente forza di legge. Viene adottato dal Governo (Potere Esecutivo) per delega espressa e formale del Parlamento (Potere Legislativo): la decretazione legislativa è sancita dall'art.76 della nostra Costituzione.
Detto ciò, vediamo per punti di cosa parla.

mercoledì 11 aprile 2012

Silenzio assordante

Il titolo è il più banale degli ossimori (sì, va bé, ci sarebbe "ghiaccio bollente", ma siccome non significa niente...) ed è anche il più banale dei titoli, per descrivere la cosa di cui sto per dire.
Un attimo però: perché nella fiera delle banalità, ci sta tutto, anche il lunghissimo silenzio cui ho costretto questo blog e quell'Essere. Con la lettera maiuscola, perché è un "Essere" che mi riguarda. Sono un geologo, uno che a che fare con certe cose e che vede le cose in un certo modo: un po' per formazione, un po' per destino forse. Quello è un Essere. Essere quel che sono. Chissà perché per molto tempo ho tenuto sotto un caldo tepore tutto questo, o quello...ma in fondo non importa, per le considerazioni psicoanalitiche c'è l'altra stanza. Qui mi piace soffermarmi su questioni scientifiche e amenità varie.
Tra queste - e non so bene se riferirmi alle amenità o alle questioni scientifiche - può essere messa di diritto (nel senso di un diritto tutto mio, sia chiaro. ndEm) questa: la camera anecoica.
Ne parlo, un po' così: sia perché ci ho letto una roba oggi, sia perché in fondo "l'assenza di eco" è quello che spero non abbia questo blog, sia perché invece proprio questo è stato quello che ha avuto per troppo tempo.
In particolare ho letto una cosa sulla camera acusticamente anecoica degli Orfield Labs, di Minneapolis, USA.
Questa stanza è costruita in modo tale da annullare completamente (ammesso che completamente sia un concetto scientificamente confermabile. ndEm) tutti i rumori provenienti dall'esterno, sia la riflessione sulle pareti di quelli prodotti all'interno. Due camere concentriche: la più interna isolata dall'altra da un metro di lana di vetro e con pareti rivestite da una speciale schiuma sintetica in grado di assorbire le onde sonore per il 99%.
Il rumore di fondo tocca i -9.4dB: 0dB è la soglia dell'udibile umano, 30dB è il rumore misurabile nelle nostra stanze da letto di notte (con la Tele spenta, eh! ndEm). 
Inseriti all'interno, si diventa l'unica fonte di rumore. Si percepiscono il suono del battito cardiaco, dello scorrere del sangue e il rumore dell'aria nei polmoni. Chi si trova all'interno vive un'esperienza talmente estrema da rischiare squilibri psico-fisici, principalmente per effetto della degradazione dell'equilibrio. Infatti, l'orecchio, con l'apparato vestibolare nell'orecchio interno, contribuisce in maniera corposa alla percezione spaziale, basandosi sulla riflessione delle onde sonore sugli oggetti intorno a noi. E la cancellazione (artificiale) dell'eco nella camera, compromette in parte la la funzionalità dei sistemi di percezione istintivi. Con la perdita di questi fondamenti sensoriali, si rischia di innescare disequilibri psicologici, indotti da scompensi fisici.
La stanza è stata creata per condurre studi di ricerca clinica su pazienti affetti da sordità completa. Viene anche utilizzata per studiare le sonorità di alcuni prodotti.

Adesso, non chiedetemi/vi perché io abbia deciso di perdere tempo e corrente dal laptop, per scrivere di certa roba - che peraltro poco ha a che fare, con Lehmann, con la geologia e con i sassi e i dinosauri. 
Voi, prendete, usate e gettate: è il consumismo bellezza.